Gli Italiani e la sostenibilità a tavola

Cresce la a consapevolezza degli italiani sulla sostenibilità alimentare. Secondo l’indagine “Le scelte alimentari degli italiani tra sostenibilità e consumo”, realizzata da Consumerismo No Profit per Findus, il 68% dei consumatori ritiene la sostenibilità un fattore importante nelle scelte di acquisto.

Per il 20% degli intervistati, riferisce Adnkronos, questo aspetto è addirittura determinante nella selezione dei prodotti alimentari.

Nuove abitudini di consumo

Negli ultimi dieci anni, il 66% degli italiani ha aumentato l’attenzione verso i prodotti certificati sostenibili e 2 consumatori su 10 li cercano attivamente nei supermercati.

La lettura delle etichette è diventata oggi una pratica diffusa: il 46% degli intervistati controlla spesso la provenienza e la filiera dei prodotti, mentre il 26% lo fa sempre.

Prodotti certificati: sempre più presenti nel carrello 

I prodotti certificati sostenibili sono sempre più presenti nei carrelli degli italiani, anche se l’acquisto è spesso condizionato dal prezzo. Il 12% dei consumatori li sceglie regolarmente, mentre il 71% li acquista occasionalmente, approfittando di offerte e promozioni.

Questo dato indica una crescente sensibilità, ma anche la necessità di rendere questi prodotti più accessibili sotto il profilo economico.

Il caso dei prodotti ittici

Nel settore ittico, la sostenibilità sta diventando un criterio di scelta sempre più rilevante. La freschezza e la qualità restano gli elementi prioritari per il 64% degli italiani, seguite dalla provenienza (59%) e dal prezzo (51%).

In ogni caso, il 26% degli intervistati considera le certificazioni di sostenibilità un elemento determinante nella scelta del pesce, segno di una crescente attenzione a pratiche di pesca responsabili.

Un futuro più consapevole

L’aumento della consapevolezza verso la sostenibilità alimentare rappresenta un segnale positivo. Sebbene il prezzo rimanga un fattore chiave, la ricerca dimostra che sempre più italiani danno valore alla trasparenza e alla responsabilità ambientale.

Continuare a informare e incentivare scelte sostenibili sarà fondamentale per un futuro più consapevole e rispettoso dell’ambiente.

TikTok, nuove funzioni per la sicurezza dei più giovani 

TikTok introduce nuove funzionalità per migliorare la gestione del tempo trascorso sull’app, offrire maggiore visibilità sui contatti degli adolescenti e incentivare una disconnessione serale più consapevole.

Le innovazioni rafforzano il Collegamento Familiare, lo strumento attivo da cinque anni che aiuta genitori e tutori a creare un ambiente digitale più sicuro e positivo per i più giovani.

Novità sviluppate con esperti e famiglie

Secondo quanto dichiarato dalla piattaforma in una nota ufficiale, le nuove opzioni sono state sviluppate in collaborazione con famiglie ed esperti del settore.

L’obiettivo è fornire ai genitori strumenti più avanzati e personalizzabili per supportare i propri figli nella costruzione di abitudini digitali equilibrate, senza rinunciare all’autonomia necessaria per la crescita.

Miglior gestione del tempo

Una delle novità principali riguarda la possibilità di impostare pause programmate per limitare l’accesso all’app in determinati orari. Questo strumento consente a genitori e tutori di stabilire restrizioni specifiche per evitare che gli adolescenti trascorrano troppo tempo su TikTok in momenti sensibili, come la sera o durante le ore di studio.

Maggiore visibilità sulle interazioni sociali

Un’altra funzione offre ai genitori una visione più chiara della rete sociale dei propri figli. Sarà infatti possibile controllare chi seguono su TikTok, chi li segue a loro volta e quali account hanno eventualmente bloccato.

Questa maggiore trasparenza aiuterà gli adulti a individuare interazioni indesiderate o potenzialmente rischiose.

Segnalazioni più sicure 

A partire dai prossimi mesi, riporta Ansa, quando un adolescente segnalerà un video ritenuto inappropriato, potrà contestualmente avvisare anche un genitore, un tutore o un adulto di fiducia, anche se non collegato direttamente al Collegamento Familiare.

Questo meccanismo di protezione aggiuntivo mira a garantire un ambiente più sicuro e reattivo in caso di contenuti problematici.

Il tempo del riposo: un invito alla disconnessione

Un’ultima funzione pensata per il benessere digitale degli adolescenti è il promemoria per il riposo. Se un utente tra i 13 e i 15 anni utilizza TikTok dopo le 22, il suo feed “Per Te” verrà interrotto da un avviso a schermo intero accompagnato da musica rilassante.

Lo strumento è stato progettato per incoraggiare una maggiore consapevolezza dell’orario e favorire un rilassamento prima di andare a dormire. Inoltre, nelle prossime settimane verranno introdotti elementi meditativi per rafforzare ulteriormente questo momento di pausa.

Ristrutturare il bagno: idee e soluzioni per un ambiente funzionale e di design

In una città come Milano, dove ogni metro quadrato ha un valore elevato, ottimizzare lo spazio mantenendo un design raffinato risulta indispensabile.

Ci vale anche per il bagno: che si debba trasformare un piccolo ambiente in un’oasi di relax o modernizzare uno spazio datato, ci sono numerose possibilità a livello di design, materiali e soluzioni personalizzate.

Elementi da considerare per una ristrutturazione del bagno funzionale e completa

Per assicurarsi che il rinnovamento risponda efficacemente sia alle necessità pratiche che ai gusti personali, occorre valutare con attenzione diversi elementi che, nel loro insieme, possono trasformare il bagno in un luogo di comfort e relax, migliorando al tempo stesso la praticità e l’efficienza dello spazio.

Ottimizzazione dello spazio

Milano è famosa per gli spazi contenuti negli appartamenti, specialmente nei bagni delle abitazioni più vecchie o nelle zone centrali dove ogni centimetro quadrato costituisce una risorsa preziosa.

In queste situazioni bisognerà organizzare ogni dettaglio, dall’uso di colori e materiali che amplificano la luce alla scelta di soluzioni su misura, sanitari sospesi o mobili multifunzionali (come vani contenitivi nascosti dietro gli specchi o sotto i lavabi) per convertire uno spazio limitato in un ambiente ordinato e visivamente più ampio.

Gestione dell’illuminazione

Un’illuminazione adeguata è essenziale per compensare la luce naturale limitata (o assente nel caso il bagno sia senza finestre) tipica dei bagni interni degli edifici urbani milanesi.

Per sfruttare al meglio la luce naturale, l’ampliamento delle finestre o l’aggiunta di lucernari (quando possibile) può modificare l’ambiente rendendolo più luminoso e arioso.

In alternativa, l’uso di specchi retroilluminati da luci LED a incasso può generare un’illuminazione diffusa che non occupa lo spazio visivo, mentre luci puntuali sopra lo specchio o nei punti funzionali garantiscono una visibilità ottimale senza ombre fastidiose.

Ventilazione

In un contesto urbano come quello di Milano, dove gli edifici si trovano spesso vicini tra loro e i bagni possono risultare molto piccoli e privi di finestre, garantire una buona ventilazione può presentare difficoltà.

L’installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC) può costituire una soluzione efficace per mantenere l’aria del bagno fresca ed evitare accumulo di umidità, proteggendo così le superfici e la salute degli abitanti.

Inoltre, una buona ventilazione previene la formazione di muffe sui muri e mantiene l’ambiente igienico e confortevole.

Scelta dei materiali

Nel rinnovamento di un bagno, la scelta dei materiali incide in modo determinante sull’estetica finale, la durabilità e la funzionalità dello spazio.

Materiali di alta qualità possono migliorare significativamente la resistenza all’usura quotidiana, facilitare la manutenzione e preservare l’aspetto del bagno nel tempo.

Risulta quindi essenziale scegliere materiali che rispecchino gli stili personali, ma che siano anche adatti alle esigenze specifiche del bagno, considerando fattori come l’umidità, l’utilizzo frequente e la facilità di pulizia.

Ecco alcune delle soluzioni più diffuse ed efficaci:

  • Piastrelle in gres porcellanato: offrono una buonadurata nel tempo e una vasta scelta di finiture che possono imitare l’aspetto di materiali naturali come legno, marmo o pietra. Si puliscono facilmente e resistono bene all’umidità e alle macchie.
  • Microcemento: ideale per chi cerca un design moderno e minimalista. Crea superfici uniformi senza fughe, offrendo un aspetto lucido e contemporaneo. Si adatta bene per pavimenti, pareti e persino superfici di lavabi.
  • Marmo e pietra naturale: aggiungono un tocco di lusso e eleganza. Ogni pezzo presenta caratteristiche uniche, offrendo variazioni naturali che possono trasformare un bagno ordinario in uno straordinario. Richiedono però una manutenzione più accurata per conservare la loro bellezza.
  • Legno trattato: apporta calore e naturalezza all’ambiente. Se adeguatamente trattato per resistere all’umidità, il legno può rappresentare una scelta eccellente per pavimenti o rivestimenti, aggiungendo un senso di comfort e eleganza rurale.
  • Vetro e acciaio inox: perfetti per dettagli come box doccia e rubinetterie, conferiscono al bagno un look moderno e pulito. Il vetro temperato si rivela sicuro e facile da mantenere, mentre l’acciaio inox si distingue per la sua resistenza alla ruggine e all’usura.

Idee per il rinnovo completo di un bagno stretto o piccolo

In un bagno piccolo o stretto occorre saper sfruttare ogni centimetro, ad esempio installando armadietti sospesi o mensole che si estendono verso l’alto per massimizzare l’area senza ingombrare il pavimento.

L’adozione di sanitari sospesi come un WC con cassetta incassata nel muro e un lavabo a colonna sottile aiuta a liberare spazio a terra, mentre un mobile sospeso con lavabo da appoggio e cassetti offre spazio di stoccaggio essenziale senza sovraccaricare visivamente l’ambiente.

Le docce walk-in, invece, con porte in vetro trasparente risultano ideali per mantenere una continuità visiva, facendo sembrare il bagno più arioso.

Per ampliare visivamente lo spazio, l’uso di colori chiari come il bianco, il beige o il grigio chiaro che riflettono la luce contribuisce a creare un’atmosfera più aperta e luminosa.

Lo stesso possiamo dire per un grande specchio lungo tutta una parete o con una versione con mobiletto integrato può raddoppiare visivamente l’area e ottimizzare la gestione dello spazio.

In poche parole

La ristrutturazione del bagno a Milano è un investimento che può migliorare significativamente la qualità della vita e aumentare il valore dell’immobile.

Con le giuste idee si può trasformare il bagno in uno spazio che unisce design, funzionalità e comfort quotidiano.

Affidarsi a professionisti qualificati consente di arrivare ad un risultato finale che rispecchia lo stile e le esigenze personali, creando un bagno che diventerà un vero capolavoro di design e praticità.

Con la formula “ristrutturazioni chiavi in mano”, è possibile essere liberi da ogni pensiero: dalla progettazione alla ristrutturazione fino alla scelta degli arredi bagno, sarà l’azienda prescelta ad occuparsi di tutto.

Second hand: cosa cercano gli italiani? Motori, design e must-have tech 

La second hand, vero e proprio fenomeno di costume, è ormai una modalità di acquisto consolidata per milioni di italiani.
Dagli intramontabili classici fino ai dispositivi elettronici più desiderati, la second hand è diventata un modo per vivere lo shopping con consapevolezza e stile.
Se un tempo era solo un’alternativa più economica, oggi è sinonimo di scelta intelligente, capace di unire convenienza, sostenibilità e unicità.

Subito ha delineato la classifica delle parole più cercate sulla piattaforma nel 2024. E ha scoperto che il tipico ‘second hand lover’ mette al primo posto della sua lista dei desideri l’intramontabile Vespa, rivendica le sue origini italiane con la leggendaria city car Fiat Panda (3°), senza rinunciare alla tecnologia con l’iPhone (2°).

Una passione senza freni

A emergere è anche l’anima da ‘interior designer’ degli italiani: tra le ricerche spiccano infatti cucina (4°), appartamento (9°), e divano (10°).
Ma sono le quattro e le due ruote il vero piccolo grande amore. Nel 2024, il mondo dei motori, in particolare Auto e Moto, ha visto una crescita del traffico sulla piattaforma superiore al +5%.

Tra le parole più cercate, oltre a Vespa (1°), le intramontabili city car Fiat Panda (3°), VW Golf (8°) e Fiat 500 (12°).
Del resto, il mondo dei motori è un universo dove è possibile trovare veicoli per tutte le necessità, come testimoniano le ricerche di Camper (5°) e Trattore (6°).

Punto di approdo per i collezionisti

Dai memorabilia agli orologi e dai vinili fino agli intramontabili giochi da collezione, tra le 38 categorie presenti su Subito un posto d’onore è occupato dal Collezionismo.

Nell’ultimo anno questa categoria ha mostrato la crescita più significativa (+19%), posizionandosi al 12° posto tra le sezioni più visitate.
E se il primo brand non automobilistico più cercato sulla piattaforma è il Lego (+10%), i Pokémon non smettono di far sognare intere generazioni, con un aumento del +50% nelle ricerche.

Boom dell’arredamento

La categoria Arredamento e Casalinghi si posiziona al 3° posto tra le più visitate. Le ricerche di mobili e complementi d’arredo second hand, come tavolo, libreria e camere, confermano la tendenza a puntare su pezzi di design a prezzi accessibili, oppure, oggetti a cui dare una seconda vita.

Il fenomeno del re-looking casalingo si intreccia con la voglia di sostenibilità, e gli italiani dimostrano che arredare casa con pezzi pre-loved non è solo un’opzione economica, ma anche una scelta di stile e carattere.
Parallelamente, crescono le ricerche di elettrodomestici (+11%), come frigoriferi (62°) e lavatrici (65°).
Non manca la passione per Fai da te e giardinaggio (+5,6%), all’8° posto nella classifica delle categorie più frequentate.

Imprenditori: giovani in ritirata, 153mila attività in meno in 10 anni

È quanto emerge dall’analisi di Unioncamere-InfoCamere sulla natalità-mortalità delle imprese giovanili in Italia: ogni giorno per 10 anni consecutivi il nostro Paese ha ‘perso’ 42 imprese guidate da under 35.

Si tratta del bilancio dell’ultimo decennio, che tra chiusure e superamento della soglia di età degli amministratori, ha visto sparire oltre 153mila attività guidate da giovani imprenditori, portando il numero complessivo delle imprese giovanili dalle quasi 640mila del 2014 alle 486 mila di dicembre 2024.
Sono numeri che testimoniano la profonda trasformazione del tessuto imprenditoriale italiano, spinto anche dall’inverno demografico in cui è entrata la società.

Una contrazione evidente in tutti i settori

La forte riduzione del perimetro ha innescato una sensibile ricomposizione settoriale dell’imprenditoria giovanile.
I servizi alle imprese, in particolare, registrano una crescita del 3,5%, con quasi 2mila imprese giovanili in più nel decennio, mentre l’agricoltura mantiene sostanzialmente stabile la presenza degli under 35 (+0,06%), confermandosi un’opportunità imprenditoriale concreta per molti giovani. 

A queste trasformazioni fa eco il forte ridimensionamento delle attività più tradizionali. Costruzioni e commercio sono i comparti che hanno pagato il prezzo più alto: il primo ha perso quasi 40mila imprese giovani (-38,7%), mentre il commercio oltre 66mila (-36,2%).
Pesante anche il calo registrato dalle attività manifatturiere, dove in dieci anni sono venute meno oltre 14mila imprese (-35,9%).

Controtendenza per servizi alle imprese e ICT

Il calo ha colpito in modo particolare il mondo artigiano, che nel decennio ha perso oltre 47mila imprese giovanili (-28,1%), mentre l’imprenditoria femminile under 35 ha visto una contrazione di oltre 43mila unità (-24,5%) e le imprese guidate da giovani stranieri sono diminuite di quasi 35mila unità (-27,4%).
In termini di composizione percentuale, se nel 2014 commercio e costruzioni rappresentavano insieme quasi il 45% di tutte le imprese under 35, oggi il loro peso è sceso al 37%.

Cresce invece l’incidenza dei servizi alle imprese (dall’8,7% all’11,8%) e dell’ICT (dal 6,4% all’8%). Un chiaro segnale di come le nuove generazioni si stiano orientando verso settori a maggior contenuto tecnologico, e di servizi, avanzati.

Calo più marcato nelle regioni del Centro

A livello territoriale, l’arretramento dell’imprenditoria giovanile mostra significative differenze. La Lombardia, che resta la regione con il maggior numero assoluto di imprese under 35 (oltre 74mila), ha registrato nel decennio una contrazione del 15,1%. La Campania, seconda per presenza di imprese giovanili (oltre 61mila), ha subito perdite del 23,8%. 

Più marcato il calo nelle regioni del Centro: Marche -36,7%, Umbria -32%, Toscana -31,1%. Nel Mezzogiorno, dove tradizionalmente è più elevata l’incidenza di imprese giovanili sul totale, le flessioni più consistenti si sono registrate in Molise (-35,6%), Abruzzo (-35,2%) e Calabria (-34,4%).
Più contenute le perdite in Sicilia (-32,9%) e Puglia (-28,6%), che mantengono una significativa presenza di imprenditoria giovanile, con rispettivamente quasi 43mila e 34mila imprese under 35.

Coaching aziendale: come è percepito in Italia?

Negli ultimi anni, il coaching aziendale ha acquisito un’importanza sempre maggiore nel panorama imprenditoriale italiano. Secondo le previsioni di ICF Italia, il capitolo italiano dell’International Coaching Federation, entro il 2025 il numero di imprese che adotteranno il coaching crescerà del 47%. Questo metodo rappresenta molto più di una semplice formazione: è uno strumento di sviluppo che aiuta manager e imprenditori a valorizzare il capitale umano, favorire l’innovazione e migliorare il benessere organizzativo.

Giulia Astrella, presidente di ICF Italia, sottolinea come il coaching sia fondamentale per stimolare la crescita sia individuale che collettiva all’interno delle aziende. Attraverso percorsi strutturati, le imprese possono affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del mercato, rafforzando la leadership e la collaborazione tra i team di lavoro.

L’Italia è ancora indietro rispetto al resto del mondo

Per analizzare la diffusione del coaching aziendale nel nostro Paese, ICF Italia e Format Research hanno condotto un’indagine su un campione di oltre mille aziende italiane. Dallo studio emerge che solo una parte ridotta delle imprese ha una conoscenza approfondita del coaching, mentre una percentuale significativa ne è ancora poco informata.

A livello internazionale, il coaching è molto più conosciuto e utilizzato: il 73% degli intervistati a livello globale ne ha familiarità, mentre in Italia la consapevolezza sull’argomento è ancora limitata.

Spesso il coaching viene percepito erroneamente come un semplice strumento motivazionale, piuttosto che come un elemento strategico per la crescita aziendale. Questa visione limitata ne ostacola la diffusione, ma allo stesso tempo rappresenta un’opportunità per aumentare la consapevolezza sulle sue reali potenzialità e benefici.

L’impatto è giudicato positivamente

Le imprese che hanno già adottato il coaching riconoscono il suo impatto positivo su diversi aspetti organizzativi. Tra i principali benefici emergono un netto miglioramento della comunicazione interna, che favorisce la trasparenza e la collaborazione tra i reparti, e un significativo incremento del benessere aziendale, con effetti positivi sul clima di lavoro e sulla produttività complessiva.

Nonostante i vantaggi, esistono ancora diversi ostacoli che ne rallentano la diffusione. La difficoltà di dedicare tempo alla formazione, i budget limitati e la scarsità di coach qualificati rappresentano le principali barriere all’adozione su larga scala di questa metodologia.

Cresce l’interesse da parte delle imprese

Nonostante le sfide, il coaching sta suscitando un interesse crescente tra le imprese italiane. Molte aziende stanno valutando di introdurlo nei propri percorsi di sviluppo nei prossimi anni, riconoscendolo come un valido strumento per migliorare le performance organizzative, potenziare le competenze dei dipendenti e creare un ambiente di lavoro più efficiente e armonioso.

Anche se l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi, il trend di crescita indica una progressiva apertura verso il coaching. Investire in questa pratica significa costruire aziende più consapevoli, resilienti e competitive, in grado di affrontare con successo le sfide di un mercato in continua evoluzione.

Casa: 1 italiano su 4 pronto a cambiare abitazione

Il mercato immobiliare europeo sta attraversando cambiamenti profondi, influenzati dalle sfide internazionali in corso e dal crescente costo della vita. Questo sta portando le famiglie di tutta Europa a rivalutare le esigenze abitative, per bilanciare le pressioni finanziarie con il desiderio di migliori condizioni di vita.

Secondo il RE/MAX European Housing Trend Report 2024, sono la mancanza di balconi e giardini, insieme ai costi energetici elevati, a guidare l’insoddisfazione abitativa sia in Italia sia nel Vecchio Continente. E in linea con la media europea, il 24% degli italiani dichiara di desiderare una nuova soluzione abitativa. Di questi, il 17% prevede di traslocare entro i prossimi 12 mesi, mentre il 28% valuta il trasferimento in un Paese straniero, con l’obiettivo di trovare una vita economicamente più sostenibile.

Spazi esterni, comfort abitativo, efficientamento energetico in primo piano

Gli italiani che cercano una nuova casa attribuiscono grande valore agli spazi esterni. Il 52% considera fondamentali balconi, terrazze o giardini, in percentuale superiore rispetto alla media europea (44%).

Altri fattori, come la disposizione degli spazi interni (9%) e la vicinanza al luogo di lavoro (16%), risultano meno cruciali, evidenziando più attenzione al miglioramento dello stile di vita e del comfort abitativo.
Inoltre, il 44% degli italiani è interessato a immobili dotati di sistemi per l’efficientamento energetico, il 26% desidera vicinanza a spazi verdi, il 24% valuta essenziale la prossimità a servizi quali scuole e negozi, mentre il 23% considera fondamentale un buon collegamento con i trasporti pubblici.

Il peso delle spese

Per molti europei, i costi della casa rappresentano la voce di spesa più significativa nel bilancio familiare. Tanto che, in media, il 38% del reddito mensile è destinato a mutui, affitti e bollette.

In Italia, il 39% degli intervistati segnala un aumento dei costi abitativi nell’ultimo anno, mentre il 58% considera la sostenibilità economica della propria abitazione più importante di qualsiasi altro aspetto.
Nonostante in Italia l’aumento dei costi abitativi sia inferiore rispetto alla media europea (-15%), una percentuale significativa di italiani è pronta a trasferirsi all’estero per migliorare la propria situazione finanziaria.

Uno sguardo al futuro

“Le previsioni del Centro Studi di RE/MAX Italia indicano un 2025 dinamico, con tassi in calo e un mercato del lavoro più solido – afferma Dario Castiglia, CEO & Founder di RE/MAX Italia -. La maggiore chiarezza dello scenario politico globale e l’accessibilità al credito stanno già contribuendo a rinvigorire la fiducia dei consumatori”.

In questo quadro, il sogno della proprietà immobiliare rimane forte: il 72% degli italiani possiede già almeno una casa, e il 26% più di un immobile. È un desiderio condiviso in tutta Europa, che continua a rappresentare non solo un obiettivo personale, ma anche un’opportunità di investimento per il futuro.

Energia: nel 2025 bollette più care del 14%

Facile.it. Il ha analizzato le previsioni per il 2025 sull’andamento del prezzo delle materie prime. Considerando i consumi di una famiglia tipo, il comparatore prezzi ha scoperto che la spesa per luce e gas quest’anno potrebbe arrivare a superare 2.930 euro. Quasi il 14% in più (13,6%) rispetto a quella, già salata, del 2024 (2.583 euro).

A parità di consumi e altre condizioni economiche che gravano in bolletta, l’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione sia l’andamento degli indici PSV e PUN da gennaio a dicembre 2024 sia le previsioni elaborate dall’European Energy Exchange (EEX) per lo stesso periodo del 2025, 
In pratica, l’aumento che le famiglie dovranno affrontare sulle bollette sarà di 350 euro

Gas +251 euro, luce +99

Secondo le previsioni di Facile.it, il PUN, l’indicatore del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, aumenterà del 30%, passando dal valore medio di 0,11 euro/kWh del 2024 a 0,14 euro/kWh del 2025, mentre il PSV, il punto di riferimento per determinare il prezzo del gas naturale all’ingrosso in Italia, salirà del 37%, passando da una media di 0,39 euro/smc del 2024 a 0,53 euro/smc del 2025.

Sulla base di questi dati, il rincaro più corposo si avrà sulla bolletta del gas. Per una famiglia tipo la spesa annuale nel 2025 passerà da 1.793 a 2.044 euro, con un aumento di 251 euro. Per quanto riguarda la bolletta dell’energia elettrica, l’incremento sarà di 99 euro, con una spesa annuale che passerà da 790 euro a 889 euro.

Brutte notizie per le forniture con tariffa a prezzo indicizzato

“L’aumento del costo delle materie prime è una brutta notizia per le famiglie che hanno una tariffa a prezzo indicizzato, che vedranno crescere gli importi delle bollette. Soprattutto perché le previsioni dicono che per i prossimi 12 mesi il prezzo delle materie prime rimarrà su livelli nettamente più alti rispetto al 2024 – spiegano gli esperti di Facile.it. -. Per verificare se l’offerta sottoscritta è conveniente, o se sul mercato ce ne siano di migliori, è necessario capire quanto si sta pagando l’attuale fornitura. Questa informazione è contenuta nella ‘bolletta di dettaglio’, il documento che raccoglie tutte le caratteristiche dell’offerta e che si ha diritto di ricevere dal proprio fornitore”.

Scegliere in base alle proprie abitudini di consumo


La voce ‘spesa per la materia energia’ è composta da due elementi: una quota fissa (l’importo che si pagherà ogni mese indipendentemente dai consumi), e una quota legata ai consumi, il cui peso dipenderà dalla quantità di energia elettrica o gas utilizzati.

Questi sono i principali valori da considerare per confrontare la fornitura con altre proposte, ricordandosi di chiedere, in fase di offerta, il costo della quota fissa e quello legato ai consumi.
Per l’energia elettrica è anche importante valutare le fasce di consumo: se preferire una tariffa monoraria o bioraria.

Saldi in arrivo: quest’anno gli italiani spenderanno di più

Lo conferma l’indagine di Confcommercio Imprese per l’Italia, in collaborazione con Format Research: il 49% degli acquirenti italiani anche quest’anno approfitterà dei saldi, iniziati il 4 gennaio, per comprare un prodotto desiderato da tempo, con una maggiore propensione tra i giovani. Sei italiani su dieci sono pronti agli acquisti, ma secondo alcune associazioni non si assisterà a un’impennata delle vendite.

“I portafogli degli italiani sono già vuoti dopo le feste di fine anno, e gran parte degli acquisti sono già stati anticipati alla settimana del Black Friday”, commenta Carlo Rienzi, presidente Codacons.
Aumenta però la percentuale di chi prevede di spendere di più, passata dal 20,2% del 2024 al 22,1% di quest’anno

A farla da padrone è sempre l’abbigliamento

Se per il 78,2% delle imprese i saldi invernali incideranno fino al 20% sulle vendite annuali complessive, la spesa media dei consumatori per Confcommercio sarà di 307 euro a famiglia e 138 a persona, per un giro d’affari totale di 4,9 miliardi di euro.

Per Codacons, invece, il giro d’affari totale sarà più contenuto (meno di 4 miliardi), e per Federconsumatori ogni famiglia italiana spenderà in media 174,80 euro (+3% vs gennaio 2024), e solo alcune spenderanno di più (320 euro), o solo il necessario.

Per Confesercenti, invece, la spesa media sarà di 218 euro, con una media più alta nel Centro Italia (quasi 263 euro) e tra gli over34 (quasi 239 euro).
A farla da padrone, riferisce Agi,  sarà comunque l’abbigliamento, che per Confcommercio rimane la categoria più popolare (93,9%), seguita da calzature (76,0%) e biancheria intima (40,7%).

Quest’anno meno sconti (calzature a parte)

In generale, secondo Confcommercio, il 64% dei negozi offrirà sconti fino al 30% sui prodotti in vendita. Per abbigliamento e calzature lo sconto sarà del 17,6% (-1,7%). Il solo abbigliamento registra un abbassamento medio dei prezzi del 18%, -0,6% su quelli della scorsa estate e -1,4% sui saldi invernali 2024.

Il calo minore del prezzo spetta sempre agli accessori, con una diminuzione dei listini del 5,7% (-2,7%), mentre le calzature registreranno un ribasso del 16,3%, unica voce a segnare un rialzo degli sconti rispetto a quelli della scorsa estate, anche se di appena 0,1%.

E meno social network per cercare gli articoli

Cala la percentuale di consumatori che utilizzerà i social network per cercare articoli in saldo (31,4% vs 37%), e circa il 68% acquisterà sia nei negozi fisici sia online.

Inoltre, il 55% dei consumatori ha modificato le abitudini di acquisto per via del cambiamento climatico. Un dato confermato dal 77,6% delle imprese, che segnalano un ritardo nell’inizio della domanda di abbigliamento invernale.
Infatti, il 53% comprerà durante i saldi solo ciò di cui ha effettivamente bisogno, mentre per il 19% la priorità è la qualità indipendentemente dalla percentuale di sconto.

Previsioni economiche per l’Italia: crescita del PIL e calo degli investimenti

Nel 2024, l’economia italiana registrerà un aumento del PIL dello 0,5%, trainato dalla crescita dei consumi interni e dalla domanda estera. Allo stesso tempo, si prevede un deciso calo degli investimenti privati, stimato al -3,7%. Questi dati, riferisce Ansacom, sono stati presentati durante il digital talk “Investire in Italia. Ma come? Previsioni sul 2025”, organizzato da EY con la collaborazione di Oxford Economics e rappresentanti delle imprese.

Per il 2025, il PIL dovrebbe crescere dello 0,8%, ma il settore degli investimenti continuerà a mostrare segnali di contrazione, con una riduzione dell’1,2%.
Secondo Marco Daviddi, managing partner di EY Italia, la riattivazione degli investimenti privati rimane una priorità per il Paese. “Il supporto istituzionale, con politiche che incentivino la transizione energetica e tecnologica, e l’attuazione del PNRR, saranno determinanti per sostenere l’economia”, ha dichiarato Daviddi.

Il PNRR come leva strategica

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza giocherà un ruolo chiave nel 2024, portando a una crescita degli investimenti pubblici di circa il 20%, capace di compensare in parte il calo di quelli privati. Secondo Mario Rocco, leader di EY nel settore economico, l’impatto del PNRR dipenderà dal grado di attuazione: una piena implementazione potrebbe garantire al PIL una crescita dello 0,8% nel 2025, ma una realizzazione parziale (70%) limiterebbe l’aumento allo 0,1%. Inoltre, con la fine di alcuni incentivi, gli investimenti nel settore delle costruzioni subiranno una flessione, contribuendo al rallentamento generale.

Imprese in bilico fra ottimismo e preoccupazioni 

Le aziende italiane si mostrano fiduciose per il futuro: il CEO Outlook Pulse di EY, che ha raccolto le opinioni di oltre 1.200 amministratori delegati (50 italiani), rivela che il 62% è ottimista sulle prospettive del Paese.

Inoltre, il 72% delle aziende prevede un aumento dei ricavi e della profittabilità. Tuttavia, il 40% di queste considera i rischi geopolitici e le incertezze economiche globali come fattori critici.

Prospettive economiche globali

A livello internazionale, Oxford Economics prevede una crescita del PIL mondiale del 3,1% nel 2024, con un rallentamento previsto sotto il 3% negli anni successivi, causato da fattori come la diminuzione della natalità, una crescita più lenta della Cina e la ridotta spinta della globalizzazione.

Emilio Rossi, senior advisor di Oxford Economics, sottolinea che l’economia globale nel 2025 sarà caratterizzata da un ritmo più lento, con un’Eurozona influenzata da un’inflazione persistente e gli Stati Uniti supportati da politiche espansive, ma con rischi legati all’aumento del debito.