Sostituire gli elettrodomestici conviene: ecco quanto si risparmia in bolletta

Il Decreto Bollette ha ricevuto l’approvazione definitiva dal Senato, diventando legge. Tra le novità più interessanti c’è il bonus elettrodomestici, che consente di ottenere fino a 200 euro di sconto immediato per chi decide di sostituire vecchi apparecchi con modelli ad alta efficienza energetica.

Per aiutare i consumatori a capire dove si trova il maggior risparmio, il portale Facile.it ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici e calcolato i potenziali tagli in bolletta scegliendo modelli di ultima generazione.

I consumi sotto la lente

Lo studio prende come riferimento il consumo annuo di una famiglia tipo (2.700 kWh) e un costo dell’energia di 0,29 €/kWh. Ecco i risultati per i principali apparecchi domestici.

Lavatrice: dimezzare i costi è possibile

Una lavatrice da 9 kg di classe F costa circa 28 centesimi a ciclo. Lavando i panni ogni due giorni, la spesa annua raggiunge i 51 euro. Scegliendo invece una lavatrice in classe A, il costo si abbassa a 26 euro, praticamente la metà.

Asciugatrice: efficienza che pesa meno in bolletta

Utilizzare un’asciugatrice di classe B per 160 cicli all’anno comporta una spesa di circa 180 euro. Optando per un modello in classe A+++, si può ridurre la bolletta di ben 120 euro, risparmiando circa il 68%.

Lavastoviglie: piatti puliti e tariffe più leggere

Una lavastoviglie da 13 coperti in classe E consuma circa 50 euro l’anno, usandola a giorni alterni. Se si sceglie un modello in classe A, la spesa scende a meno di 30 euro, con un taglio del 43%.

Frigorifero: il risparmio silenzioso

Il frigorifero è uno degli elettrodomestici più energivori, visto che funziona tutto l’anno. Un frigocongelatore da 350 litri in classe F richiede circa 90 euro annui. Passando a un modello in classe A, si spendono solo 29 euro, con un risparmio del 67%.

Forno: cucinare costa meno

Usare un forno di classe B per 220 volte all’anno costa circa 71 euro. Scegliendo un forno in classe A+++, il consumo energetico cala del 66%, portando la spesa a circa 21 euro.

Condizionatore: al fresco senza sprechi

Un condizionatore di classe A utilizzato 500 ore l’anno pesa sulla bolletta per 129 euro. Con un modello A+++, il costo scende a 88 euro, con un risparmio del 31%.

A rischio povertà più i lavoratori autonomi che i dipendenti

Negli ultimi decenni si è assistito a una progressiva riduzione del potere d’acquisto dei salari, che ha spinto verso l’area dell’indigenza molti operai o impiegati con bassi livelli di inquadramento contrattuale.
Ma ai lavoratori autonomi le cose sono andate molto peggio.

I fatturati hanno subito forti contrazioni, e di conseguenza, la qualità della vita di chi lavora in regime di partita Iva ha subito un deciso aggravamento.
Tra tutti i nuclei che hanno come capofamiglia un lavoratore autonomo il rischio povertà o esclusione sociale è infatti al 22,7%, mentre la quota riferita alle famiglie con alla guida un lavoratore dipendente è decisamente inferiore, e pari al 14,8%.
La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi CGIA, che ha elaborato i dati dell’Istat. 

Su oltre 5 milioni di partite Iva metà sono forfettari

In realtà, il rischio povertà o esclusione sociale è un indicatore complesso, dato dalla somma delle persone che si trovano in almeno una delle seguenti condizioni: vivere in famiglie a rischio povertà, in famiglie in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, in famiglie a bassa intensità di lavoro. 
Ovviamente, tra le categorie monitorate dall’Istat la più disagiata economicamente e socialmente è quella dei pensionati, dove il rischio povertà è addirittura al 33,1%.

In Italia il numero dei lavoratori indipendenti è stimato in 5.170.000 unità. Di questi, poco meno della metà opera in regime dei minimi.
Si tratta di attività economiche senza dipendenti e senza alcuna organizzazione d’impresa, con un fatturato annuo inferiore a 85mila euro. Insomma, una semplice partita Iva che fa dell’autoimprenditorialità la sua ragione lavorativa.

Rispetto al 2003 reddito autonomi –30%

È il caso di tanti giovani, di altrettante donne e di molte persone in età avanzata, soprattutto del Mezzogiorno, che sbarcano il lunario con piccoli lavori/consulenze senza disporre di alcun ammortizzatore sociale o sostegno pubblico.
Soggetti che faticano a incassare le proprie spettanze e che nella maggioranza dei casi si trovano in condizioni economiche molto fragili, quindi, a forte rischio di povertà o esclusione sociale. 

Negli ultimi 20 anni il reddito degli autonomi è sceso del 30%, mentre quello dei lavoratori dipendenti è diminuito dell’8%. Per i pensionati, invece, il dato è rimasto pressoché stabile. La debolezza economica di molte partite Iva e il crollo dei consumi interni hanno fiaccato la tenuta reddituale di tante micro attività. 

In Italia in difficoltà 13,5 milioni di persone

In termini assoluti tutta la popolazione a rischio povertà o esclusione sociale presente in Italia è a pari a 13,5 milioni di persone (23,1% del totale abitanti). Di questi, 7,7 milioni ( 57%) sono residenti nel Mezzogiorno.

La regione che ne conta di più è la Campania (2,4 milioni), mentre se si prende come riferimento la percentuale a rischio povertà sul totale abitanti, la regione con la quota più elevata è la Calabria (48,8%). Seguono la Campania (43,5%), la Sicilia (40,9%) e la Puglia (37,7%).

WhatsApp: arriva anche in Italia il nuovo assistente virtuale Meta AI 

Arriva anche in Italia Meta AI, un ‘aiutante digitale’ progettato per arricchire l’esperienza su WhatsApp. In pratica, Meta AI fornisce risposte a quesiti degli utenti, offre suggerimenti e assiste nell’organizzazione di attività.
Il tutto, senza richiedere l’installazione di applicazioni aggiuntive.

La tecnologia d’Intelligenza artificiale di Meta, già disponibile negli Stati Uniti dal 2023, e utilizzata da un vasto numero di utenti mensili, in Italia ha dovuto attendere il suo arrivo a causa della necessità di conformarsi alle normative europee in materia di privacy.
Solo di recente Meta Platforms ha introdotto in Italia il suo assistente virtuale integrato all’interno dell’app di messaggistica.

Tecnologie di apprendimento automatico ed elaborazione del linguaggio naturale

Basato sul modello linguistico di grandi dimensioni LLaMA 3, Meta AI sfrutta tecnologie avanzate di apprendimento automatico e di elaborazione del linguaggio naturale per comprendere e generare contenuti complessi.

L’accesso a Meta AI su WhatsApp in Italia è possibile attraverso diverse modalità. Gli utenti possono interagire con l’assistente virtuale tramite una nuova icona dedicata, solitamente identificata da un cerchio blu o multicolore, posizionata nell’interfaccia dell’applicazione.
In alternativa, è possibile richiamare Meta AI all’interno di conversazioni individuali o di gruppo semplicemente menzionando ‘@MetaAI’ seguito dalla propria domanda o richiesta.

Alcune funzionalità avanzate non sono ancora disponibili

Le funzionalità iniziali di Meta AI in Italia si concentrano principalmente sulla chat testuale.
Al momento del lancio in Italia, alcune funzionalità avanzate presenti nella versione statunitense, come la generazione e la modifica di immagini tramite comandi testuali, non sono ancora disponibili.

Meta ha intenzione di ampliare progressivamente le capacità di Meta AI in Europa, dove supporta sei lingue, lavorando in collaborazione con i regolatori per introdurre ulteriori funzionalità in futuro.
Un aspetto fondamentale riguarda la privacy e la protezione dei dati degli utenti, in linea con le normative italiane ed europee.

I “rivali” ChatGPT e Google Gemini

Meta ha assicurato che le conversazioni con Meta AI sono separate dalle altre chat personali e che l’assistente virtuale può accedere solo ai messaggi condivisi direttamente con esso tramite la menzione ‘@MetaAI’ o le interazioni avviate tramite l’icona dedicata.

Le altre conversazioni su WhatsApp rimangono protette dalla crittografia end-to-end, riporta Adnkronos. Gli utenti hanno la possibilità di eliminare le chat con Meta AI e gestire le preferenze relative all’utilizzo dei propri dati per il miglioramento del servizio.
Sebbene Meta AI condivida alcune somiglianze con altri assistenti virtuali basati su AI come ChatGPT e Google Gemini, la sua integrazione nativa all’interno di WhatsApp rappresenta un elemento distintivo.

Gli Italiani e la sostenibilità a tavola

Cresce la a consapevolezza degli italiani sulla sostenibilità alimentare. Secondo l’indagine “Le scelte alimentari degli italiani tra sostenibilità e consumo”, realizzata da Consumerismo No Profit per Findus, il 68% dei consumatori ritiene la sostenibilità un fattore importante nelle scelte di acquisto.

Per il 20% degli intervistati, riferisce Adnkronos, questo aspetto è addirittura determinante nella selezione dei prodotti alimentari.

Nuove abitudini di consumo

Negli ultimi dieci anni, il 66% degli italiani ha aumentato l’attenzione verso i prodotti certificati sostenibili e 2 consumatori su 10 li cercano attivamente nei supermercati.

La lettura delle etichette è diventata oggi una pratica diffusa: il 46% degli intervistati controlla spesso la provenienza e la filiera dei prodotti, mentre il 26% lo fa sempre.

Prodotti certificati: sempre più presenti nel carrello 

I prodotti certificati sostenibili sono sempre più presenti nei carrelli degli italiani, anche se l’acquisto è spesso condizionato dal prezzo. Il 12% dei consumatori li sceglie regolarmente, mentre il 71% li acquista occasionalmente, approfittando di offerte e promozioni.

Questo dato indica una crescente sensibilità, ma anche la necessità di rendere questi prodotti più accessibili sotto il profilo economico.

Il caso dei prodotti ittici

Nel settore ittico, la sostenibilità sta diventando un criterio di scelta sempre più rilevante. La freschezza e la qualità restano gli elementi prioritari per il 64% degli italiani, seguite dalla provenienza (59%) e dal prezzo (51%).

In ogni caso, il 26% degli intervistati considera le certificazioni di sostenibilità un elemento determinante nella scelta del pesce, segno di una crescente attenzione a pratiche di pesca responsabili.

Un futuro più consapevole

L’aumento della consapevolezza verso la sostenibilità alimentare rappresenta un segnale positivo. Sebbene il prezzo rimanga un fattore chiave, la ricerca dimostra che sempre più italiani danno valore alla trasparenza e alla responsabilità ambientale.

Continuare a informare e incentivare scelte sostenibili sarà fondamentale per un futuro più consapevole e rispettoso dell’ambiente.

TikTok, nuove funzioni per la sicurezza dei più giovani 

TikTok introduce nuove funzionalità per migliorare la gestione del tempo trascorso sull’app, offrire maggiore visibilità sui contatti degli adolescenti e incentivare una disconnessione serale più consapevole.

Le innovazioni rafforzano il Collegamento Familiare, lo strumento attivo da cinque anni che aiuta genitori e tutori a creare un ambiente digitale più sicuro e positivo per i più giovani.

Novità sviluppate con esperti e famiglie

Secondo quanto dichiarato dalla piattaforma in una nota ufficiale, le nuove opzioni sono state sviluppate in collaborazione con famiglie ed esperti del settore.

L’obiettivo è fornire ai genitori strumenti più avanzati e personalizzabili per supportare i propri figli nella costruzione di abitudini digitali equilibrate, senza rinunciare all’autonomia necessaria per la crescita.

Miglior gestione del tempo

Una delle novità principali riguarda la possibilità di impostare pause programmate per limitare l’accesso all’app in determinati orari. Questo strumento consente a genitori e tutori di stabilire restrizioni specifiche per evitare che gli adolescenti trascorrano troppo tempo su TikTok in momenti sensibili, come la sera o durante le ore di studio.

Maggiore visibilità sulle interazioni sociali

Un’altra funzione offre ai genitori una visione più chiara della rete sociale dei propri figli. Sarà infatti possibile controllare chi seguono su TikTok, chi li segue a loro volta e quali account hanno eventualmente bloccato.

Questa maggiore trasparenza aiuterà gli adulti a individuare interazioni indesiderate o potenzialmente rischiose.

Segnalazioni più sicure 

A partire dai prossimi mesi, riporta Ansa, quando un adolescente segnalerà un video ritenuto inappropriato, potrà contestualmente avvisare anche un genitore, un tutore o un adulto di fiducia, anche se non collegato direttamente al Collegamento Familiare.

Questo meccanismo di protezione aggiuntivo mira a garantire un ambiente più sicuro e reattivo in caso di contenuti problematici.

Il tempo del riposo: un invito alla disconnessione

Un’ultima funzione pensata per il benessere digitale degli adolescenti è il promemoria per il riposo. Se un utente tra i 13 e i 15 anni utilizza TikTok dopo le 22, il suo feed “Per Te” verrà interrotto da un avviso a schermo intero accompagnato da musica rilassante.

Lo strumento è stato progettato per incoraggiare una maggiore consapevolezza dell’orario e favorire un rilassamento prima di andare a dormire. Inoltre, nelle prossime settimane verranno introdotti elementi meditativi per rafforzare ulteriormente questo momento di pausa.

Ristrutturare il bagno: idee e soluzioni per un ambiente funzionale e di design

In una città come Milano, dove ogni metro quadrato ha un valore elevato, ottimizzare lo spazio mantenendo un design raffinato risulta indispensabile.

Ci vale anche per il bagno: che si debba trasformare un piccolo ambiente in un’oasi di relax o modernizzare uno spazio datato, ci sono numerose possibilità a livello di design, materiali e soluzioni personalizzate.

Elementi da considerare per una ristrutturazione del bagno funzionale e completa

Per assicurarsi che il rinnovamento risponda efficacemente sia alle necessità pratiche che ai gusti personali, occorre valutare con attenzione diversi elementi che, nel loro insieme, possono trasformare il bagno in un luogo di comfort e relax, migliorando al tempo stesso la praticità e l’efficienza dello spazio.

Ottimizzazione dello spazio

Milano è famosa per gli spazi contenuti negli appartamenti, specialmente nei bagni delle abitazioni più vecchie o nelle zone centrali dove ogni centimetro quadrato costituisce una risorsa preziosa.

In queste situazioni bisognerà organizzare ogni dettaglio, dall’uso di colori e materiali che amplificano la luce alla scelta di soluzioni su misura, sanitari sospesi o mobili multifunzionali (come vani contenitivi nascosti dietro gli specchi o sotto i lavabi) per convertire uno spazio limitato in un ambiente ordinato e visivamente più ampio.

Gestione dell’illuminazione

Un’illuminazione adeguata è essenziale per compensare la luce naturale limitata (o assente nel caso il bagno sia senza finestre) tipica dei bagni interni degli edifici urbani milanesi.

Per sfruttare al meglio la luce naturale, l’ampliamento delle finestre o l’aggiunta di lucernari (quando possibile) può modificare l’ambiente rendendolo più luminoso e arioso.

In alternativa, l’uso di specchi retroilluminati da luci LED a incasso può generare un’illuminazione diffusa che non occupa lo spazio visivo, mentre luci puntuali sopra lo specchio o nei punti funzionali garantiscono una visibilità ottimale senza ombre fastidiose.

Ventilazione

In un contesto urbano come quello di Milano, dove gli edifici si trovano spesso vicini tra loro e i bagni possono risultare molto piccoli e privi di finestre, garantire una buona ventilazione può presentare difficoltà.

L’installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC) può costituire una soluzione efficace per mantenere l’aria del bagno fresca ed evitare accumulo di umidità, proteggendo così le superfici e la salute degli abitanti.

Inoltre, una buona ventilazione previene la formazione di muffe sui muri e mantiene l’ambiente igienico e confortevole.

Scelta dei materiali

Nel rinnovamento di un bagno, la scelta dei materiali incide in modo determinante sull’estetica finale, la durabilità e la funzionalità dello spazio.

Materiali di alta qualità possono migliorare significativamente la resistenza all’usura quotidiana, facilitare la manutenzione e preservare l’aspetto del bagno nel tempo.

Risulta quindi essenziale scegliere materiali che rispecchino gli stili personali, ma che siano anche adatti alle esigenze specifiche del bagno, considerando fattori come l’umidità, l’utilizzo frequente e la facilità di pulizia.

Ecco alcune delle soluzioni più diffuse ed efficaci:

  • Piastrelle in gres porcellanato: offrono una buonadurata nel tempo e una vasta scelta di finiture che possono imitare l’aspetto di materiali naturali come legno, marmo o pietra. Si puliscono facilmente e resistono bene all’umidità e alle macchie.
  • Microcemento: ideale per chi cerca un design moderno e minimalista. Crea superfici uniformi senza fughe, offrendo un aspetto lucido e contemporaneo. Si adatta bene per pavimenti, pareti e persino superfici di lavabi.
  • Marmo e pietra naturale: aggiungono un tocco di lusso e eleganza. Ogni pezzo presenta caratteristiche uniche, offrendo variazioni naturali che possono trasformare un bagno ordinario in uno straordinario. Richiedono però una manutenzione più accurata per conservare la loro bellezza.
  • Legno trattato: apporta calore e naturalezza all’ambiente. Se adeguatamente trattato per resistere all’umidità, il legno può rappresentare una scelta eccellente per pavimenti o rivestimenti, aggiungendo un senso di comfort e eleganza rurale.
  • Vetro e acciaio inox: perfetti per dettagli come box doccia e rubinetterie, conferiscono al bagno un look moderno e pulito. Il vetro temperato si rivela sicuro e facile da mantenere, mentre l’acciaio inox si distingue per la sua resistenza alla ruggine e all’usura.

Idee per il rinnovo completo di un bagno stretto o piccolo

In un bagno piccolo o stretto occorre saper sfruttare ogni centimetro, ad esempio installando armadietti sospesi o mensole che si estendono verso l’alto per massimizzare l’area senza ingombrare il pavimento.

L’adozione di sanitari sospesi come un WC con cassetta incassata nel muro e un lavabo a colonna sottile aiuta a liberare spazio a terra, mentre un mobile sospeso con lavabo da appoggio e cassetti offre spazio di stoccaggio essenziale senza sovraccaricare visivamente l’ambiente.

Le docce walk-in, invece, con porte in vetro trasparente risultano ideali per mantenere una continuità visiva, facendo sembrare il bagno più arioso.

Per ampliare visivamente lo spazio, l’uso di colori chiari come il bianco, il beige o il grigio chiaro che riflettono la luce contribuisce a creare un’atmosfera più aperta e luminosa.

Lo stesso possiamo dire per un grande specchio lungo tutta una parete o con una versione con mobiletto integrato può raddoppiare visivamente l’area e ottimizzare la gestione dello spazio.

In poche parole

La ristrutturazione del bagno a Milano è un investimento che può migliorare significativamente la qualità della vita e aumentare il valore dell’immobile.

Con le giuste idee si può trasformare il bagno in uno spazio che unisce design, funzionalità e comfort quotidiano.

Affidarsi a professionisti qualificati consente di arrivare ad un risultato finale che rispecchia lo stile e le esigenze personali, creando un bagno che diventerà un vero capolavoro di design e praticità.

Con la formula “ristrutturazioni chiavi in mano”, è possibile essere liberi da ogni pensiero: dalla progettazione alla ristrutturazione fino alla scelta degli arredi bagno, sarà l’azienda prescelta ad occuparsi di tutto.

Second hand: cosa cercano gli italiani? Motori, design e must-have tech 

La second hand, vero e proprio fenomeno di costume, è ormai una modalità di acquisto consolidata per milioni di italiani.
Dagli intramontabili classici fino ai dispositivi elettronici più desiderati, la second hand è diventata un modo per vivere lo shopping con consapevolezza e stile.
Se un tempo era solo un’alternativa più economica, oggi è sinonimo di scelta intelligente, capace di unire convenienza, sostenibilità e unicità.

Subito ha delineato la classifica delle parole più cercate sulla piattaforma nel 2024. E ha scoperto che il tipico ‘second hand lover’ mette al primo posto della sua lista dei desideri l’intramontabile Vespa, rivendica le sue origini italiane con la leggendaria city car Fiat Panda (3°), senza rinunciare alla tecnologia con l’iPhone (2°).

Una passione senza freni

A emergere è anche l’anima da ‘interior designer’ degli italiani: tra le ricerche spiccano infatti cucina (4°), appartamento (9°), e divano (10°).
Ma sono le quattro e le due ruote il vero piccolo grande amore. Nel 2024, il mondo dei motori, in particolare Auto e Moto, ha visto una crescita del traffico sulla piattaforma superiore al +5%.

Tra le parole più cercate, oltre a Vespa (1°), le intramontabili city car Fiat Panda (3°), VW Golf (8°) e Fiat 500 (12°).
Del resto, il mondo dei motori è un universo dove è possibile trovare veicoli per tutte le necessità, come testimoniano le ricerche di Camper (5°) e Trattore (6°).

Punto di approdo per i collezionisti

Dai memorabilia agli orologi e dai vinili fino agli intramontabili giochi da collezione, tra le 38 categorie presenti su Subito un posto d’onore è occupato dal Collezionismo.

Nell’ultimo anno questa categoria ha mostrato la crescita più significativa (+19%), posizionandosi al 12° posto tra le sezioni più visitate.
E se il primo brand non automobilistico più cercato sulla piattaforma è il Lego (+10%), i Pokémon non smettono di far sognare intere generazioni, con un aumento del +50% nelle ricerche.

Boom dell’arredamento

La categoria Arredamento e Casalinghi si posiziona al 3° posto tra le più visitate. Le ricerche di mobili e complementi d’arredo second hand, come tavolo, libreria e camere, confermano la tendenza a puntare su pezzi di design a prezzi accessibili, oppure, oggetti a cui dare una seconda vita.

Il fenomeno del re-looking casalingo si intreccia con la voglia di sostenibilità, e gli italiani dimostrano che arredare casa con pezzi pre-loved non è solo un’opzione economica, ma anche una scelta di stile e carattere.
Parallelamente, crescono le ricerche di elettrodomestici (+11%), come frigoriferi (62°) e lavatrici (65°).
Non manca la passione per Fai da te e giardinaggio (+5,6%), all’8° posto nella classifica delle categorie più frequentate.

Imprenditori: giovani in ritirata, 153mila attività in meno in 10 anni

È quanto emerge dall’analisi di Unioncamere-InfoCamere sulla natalità-mortalità delle imprese giovanili in Italia: ogni giorno per 10 anni consecutivi il nostro Paese ha ‘perso’ 42 imprese guidate da under 35.

Si tratta del bilancio dell’ultimo decennio, che tra chiusure e superamento della soglia di età degli amministratori, ha visto sparire oltre 153mila attività guidate da giovani imprenditori, portando il numero complessivo delle imprese giovanili dalle quasi 640mila del 2014 alle 486 mila di dicembre 2024.
Sono numeri che testimoniano la profonda trasformazione del tessuto imprenditoriale italiano, spinto anche dall’inverno demografico in cui è entrata la società.

Una contrazione evidente in tutti i settori

La forte riduzione del perimetro ha innescato una sensibile ricomposizione settoriale dell’imprenditoria giovanile.
I servizi alle imprese, in particolare, registrano una crescita del 3,5%, con quasi 2mila imprese giovanili in più nel decennio, mentre l’agricoltura mantiene sostanzialmente stabile la presenza degli under 35 (+0,06%), confermandosi un’opportunità imprenditoriale concreta per molti giovani. 

A queste trasformazioni fa eco il forte ridimensionamento delle attività più tradizionali. Costruzioni e commercio sono i comparti che hanno pagato il prezzo più alto: il primo ha perso quasi 40mila imprese giovani (-38,7%), mentre il commercio oltre 66mila (-36,2%).
Pesante anche il calo registrato dalle attività manifatturiere, dove in dieci anni sono venute meno oltre 14mila imprese (-35,9%).

Controtendenza per servizi alle imprese e ICT

Il calo ha colpito in modo particolare il mondo artigiano, che nel decennio ha perso oltre 47mila imprese giovanili (-28,1%), mentre l’imprenditoria femminile under 35 ha visto una contrazione di oltre 43mila unità (-24,5%) e le imprese guidate da giovani stranieri sono diminuite di quasi 35mila unità (-27,4%).
In termini di composizione percentuale, se nel 2014 commercio e costruzioni rappresentavano insieme quasi il 45% di tutte le imprese under 35, oggi il loro peso è sceso al 37%.

Cresce invece l’incidenza dei servizi alle imprese (dall’8,7% all’11,8%) e dell’ICT (dal 6,4% all’8%). Un chiaro segnale di come le nuove generazioni si stiano orientando verso settori a maggior contenuto tecnologico, e di servizi, avanzati.

Calo più marcato nelle regioni del Centro

A livello territoriale, l’arretramento dell’imprenditoria giovanile mostra significative differenze. La Lombardia, che resta la regione con il maggior numero assoluto di imprese under 35 (oltre 74mila), ha registrato nel decennio una contrazione del 15,1%. La Campania, seconda per presenza di imprese giovanili (oltre 61mila), ha subito perdite del 23,8%. 

Più marcato il calo nelle regioni del Centro: Marche -36,7%, Umbria -32%, Toscana -31,1%. Nel Mezzogiorno, dove tradizionalmente è più elevata l’incidenza di imprese giovanili sul totale, le flessioni più consistenti si sono registrate in Molise (-35,6%), Abruzzo (-35,2%) e Calabria (-34,4%).
Più contenute le perdite in Sicilia (-32,9%) e Puglia (-28,6%), che mantengono una significativa presenza di imprenditoria giovanile, con rispettivamente quasi 43mila e 34mila imprese under 35.

Coaching aziendale: come è percepito in Italia?

Negli ultimi anni, il coaching aziendale ha acquisito un’importanza sempre maggiore nel panorama imprenditoriale italiano. Secondo le previsioni di ICF Italia, il capitolo italiano dell’International Coaching Federation, entro il 2025 il numero di imprese che adotteranno il coaching crescerà del 47%. Questo metodo rappresenta molto più di una semplice formazione: è uno strumento di sviluppo che aiuta manager e imprenditori a valorizzare il capitale umano, favorire l’innovazione e migliorare il benessere organizzativo.

Giulia Astrella, presidente di ICF Italia, sottolinea come il coaching sia fondamentale per stimolare la crescita sia individuale che collettiva all’interno delle aziende. Attraverso percorsi strutturati, le imprese possono affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del mercato, rafforzando la leadership e la collaborazione tra i team di lavoro.

L’Italia è ancora indietro rispetto al resto del mondo

Per analizzare la diffusione del coaching aziendale nel nostro Paese, ICF Italia e Format Research hanno condotto un’indagine su un campione di oltre mille aziende italiane. Dallo studio emerge che solo una parte ridotta delle imprese ha una conoscenza approfondita del coaching, mentre una percentuale significativa ne è ancora poco informata.

A livello internazionale, il coaching è molto più conosciuto e utilizzato: il 73% degli intervistati a livello globale ne ha familiarità, mentre in Italia la consapevolezza sull’argomento è ancora limitata.

Spesso il coaching viene percepito erroneamente come un semplice strumento motivazionale, piuttosto che come un elemento strategico per la crescita aziendale. Questa visione limitata ne ostacola la diffusione, ma allo stesso tempo rappresenta un’opportunità per aumentare la consapevolezza sulle sue reali potenzialità e benefici.

L’impatto è giudicato positivamente

Le imprese che hanno già adottato il coaching riconoscono il suo impatto positivo su diversi aspetti organizzativi. Tra i principali benefici emergono un netto miglioramento della comunicazione interna, che favorisce la trasparenza e la collaborazione tra i reparti, e un significativo incremento del benessere aziendale, con effetti positivi sul clima di lavoro e sulla produttività complessiva.

Nonostante i vantaggi, esistono ancora diversi ostacoli che ne rallentano la diffusione. La difficoltà di dedicare tempo alla formazione, i budget limitati e la scarsità di coach qualificati rappresentano le principali barriere all’adozione su larga scala di questa metodologia.

Cresce l’interesse da parte delle imprese

Nonostante le sfide, il coaching sta suscitando un interesse crescente tra le imprese italiane. Molte aziende stanno valutando di introdurlo nei propri percorsi di sviluppo nei prossimi anni, riconoscendolo come un valido strumento per migliorare le performance organizzative, potenziare le competenze dei dipendenti e creare un ambiente di lavoro più efficiente e armonioso.

Anche se l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi, il trend di crescita indica una progressiva apertura verso il coaching. Investire in questa pratica significa costruire aziende più consapevoli, resilienti e competitive, in grado di affrontare con successo le sfide di un mercato in continua evoluzione.

Casa: 1 italiano su 4 pronto a cambiare abitazione

Il mercato immobiliare europeo sta attraversando cambiamenti profondi, influenzati dalle sfide internazionali in corso e dal crescente costo della vita. Questo sta portando le famiglie di tutta Europa a rivalutare le esigenze abitative, per bilanciare le pressioni finanziarie con il desiderio di migliori condizioni di vita.

Secondo il RE/MAX European Housing Trend Report 2024, sono la mancanza di balconi e giardini, insieme ai costi energetici elevati, a guidare l’insoddisfazione abitativa sia in Italia sia nel Vecchio Continente. E in linea con la media europea, il 24% degli italiani dichiara di desiderare una nuova soluzione abitativa. Di questi, il 17% prevede di traslocare entro i prossimi 12 mesi, mentre il 28% valuta il trasferimento in un Paese straniero, con l’obiettivo di trovare una vita economicamente più sostenibile.

Spazi esterni, comfort abitativo, efficientamento energetico in primo piano

Gli italiani che cercano una nuova casa attribuiscono grande valore agli spazi esterni. Il 52% considera fondamentali balconi, terrazze o giardini, in percentuale superiore rispetto alla media europea (44%).

Altri fattori, come la disposizione degli spazi interni (9%) e la vicinanza al luogo di lavoro (16%), risultano meno cruciali, evidenziando più attenzione al miglioramento dello stile di vita e del comfort abitativo.
Inoltre, il 44% degli italiani è interessato a immobili dotati di sistemi per l’efficientamento energetico, il 26% desidera vicinanza a spazi verdi, il 24% valuta essenziale la prossimità a servizi quali scuole e negozi, mentre il 23% considera fondamentale un buon collegamento con i trasporti pubblici.

Il peso delle spese

Per molti europei, i costi della casa rappresentano la voce di spesa più significativa nel bilancio familiare. Tanto che, in media, il 38% del reddito mensile è destinato a mutui, affitti e bollette.

In Italia, il 39% degli intervistati segnala un aumento dei costi abitativi nell’ultimo anno, mentre il 58% considera la sostenibilità economica della propria abitazione più importante di qualsiasi altro aspetto.
Nonostante in Italia l’aumento dei costi abitativi sia inferiore rispetto alla media europea (-15%), una percentuale significativa di italiani è pronta a trasferirsi all’estero per migliorare la propria situazione finanziaria.

Uno sguardo al futuro

“Le previsioni del Centro Studi di RE/MAX Italia indicano un 2025 dinamico, con tassi in calo e un mercato del lavoro più solido – afferma Dario Castiglia, CEO & Founder di RE/MAX Italia -. La maggiore chiarezza dello scenario politico globale e l’accessibilità al credito stanno già contribuendo a rinvigorire la fiducia dei consumatori”.

In questo quadro, il sogno della proprietà immobiliare rimane forte: il 72% degli italiani possiede già almeno una casa, e il 26% più di un immobile. È un desiderio condiviso in tutta Europa, che continua a rappresentare non solo un obiettivo personale, ma anche un’opportunità di investimento per il futuro.