Gli assistenti basati sull’Intelligenza Artificiale sono ormai diventati parte della nostra quotidianità. Rispondono alle domande, ci aiutano a cercare informazioni, spesso rappresentano una scorciatoia per capire cosa sta succedendo nel mondo.
Ma quanto sono davvero affidabili quando si tratta di notizie? Da questo dubbio è partita una ricerca coordinata dalla European Broadcasting Union (Ebu) e guidata dalla Bbc, a cui hanno partecipato 22 media pubblici europei.
Un test basate su domande reali
Per capire quanto queste tecnologie siano precise, i ricercatori hanno preparato una lista di 30 domande da rivolgere a quattro assistenti molto utilizzati: ChatGPT, Gemini, Perplexity e Copilot. Le domande erano semplici, quelle che potrebbe cercare chiunque su internet: da dove viene Elon Musk? Trump sta dando il via a una guerra commerciale? Quante vittime ci sono state nell’ultimo terremoto in Myanmar?
Le risposte, però, non sono state rassicuranti. Quasi la metà conteneva errori considerati seri, tanto da compromettere l’informazione fornita. E la percentuale sale oltre l’80 per cento se si includono anche le imprecisioni più piccole, quelle che non stravolgono la realtà ma la deformano comunque.
Il problema più frequente riguarda le fonti: spesso citate male, a volte ignorate, altre volte inventate. Una difficoltà che mette a rischio la credibilità di ciò che l’utente si ritrova a leggere.
Quando un errore mette a rischio il rapporto di fiducia
Lo studio rappresenta ad oggi l’indagine più ampia sul rapporto tra IA e notizie, e lancia un segnale importante. Secondo il Reuters Institute, il 7 per cento degli utenti che si informano online utilizza già questo tipo di assistenti per capire l’attualità. Tra i giovani, la quota raddoppia e arriva al 15 per cento.
L’opportunità di raggiungere nuovi pubblici è evidente, ma la fiducia resta la base di tutto. Jean Philip De Tender, Media Director dell’Ebu, ha spiegato che errori ripetuti possono diventare un serio problema: quando non si sa più a chi credere, si rischia di non credere a nessuno.
Regole chiare e controlli frequenti
Per questo l’Ebu e i media pubblici partecipanti chiedono che vengano applicate con decisione le norme già previste in Europa su pluralismo e integrità dell’informazione.
Allo stesso tempo viene richiesto un monitoraggio continuo e indipendente sugli assistenti IA, perché la tecnologia evolve rapidamente e non si può restare a guardare.