È un’informazione affidabile o è una fake news? Un giovane italiano su tre non è in grado di distinguere la differenza. In particolare, quando si tratta di informazione scientifica.
In Italia tra i giovani si riscontra infatti un’alta tendenza a credere più alle teorie del complotto rispetto a quelle scientifiche.
Lo ha scopeto il report realizzato da un team di ricerca guidato dal professore Carlo Martini dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dal titolo Disinformazione a Scuola.
Aiutare a scegliere e agire in modo responsabile
“L’uso irresponsabile o distorto del digitale e dell’Intelligenza artificiale oggi presenta una grande minaccia, specie per i più giovani, profondamente connessi nelle piattaforme digitali e nei social media – sottolinea Caterina Tonini, ceo di Havas Creative Network Italy e co-founder e ceo di Havas PR Milan -. Comunicare significa agire in maniera responsabile affinché si formino le opinioni, e si costruisca un ingaggio di chi ci ascolta. Attualmente il fenomeno delle fake news è molto presente, ecco perché il ruolo della comunicazione responsabile è molto importante, proprio per aiutare chi ascolta a capire qual è l’informazione corretta e quindi a scegliere e agire in modo responsabile”.
A volte aumentare la viralità di un contenuto è utile
“Le fake news rappresentano un grande rischio per le aziende e il mondo delle imprese – evidenzia Corrado Tomassini, vicepresidente Havas Pr Milan -. Queste false notizie nascono quasi sempre con un obiettivo. Attualmente, il meccanismo di massimizzare l’engagement, soprattutto sui social, fa sì che le notizie fuorvianti circolino molto di più. Uno degli elementi chiave per contrastarle è conoscere l’obiettivo per cui è stata diffusa: una vendita, la distruzione di una reputazione o la visibilità di chi l’ha messa in giro. Come società di comunicazione, la cosa più importante è avere professionisti preparati, formati, che conoscano gli strumenti e sappiano dare le risposte in tempi immediati. Purtroppo rispondere alle fake news con un fact checking e un debunking ben fatto, rischia di avere una viralità molto ridotta”.
“A dire il vero”, occorre promuovere la comunicazione giornalistica corretta
Lanciata un anno e mezzo fa dalla casa farmaceutica Pfizer Italia, l’iniziativa ‘A dire il vero’, ha lo scopo di promuovere la comunicazione responsabile, l’informazione giornalistica corretta e il pre-bunking rispetto ai temi di ambito medico-scientifico.
“L’idea è quella di non limitarci al debunking, quindi fare il fact checking sulle notizie che possono essere false o fuorvianti, ma cercare di mettere in moto, appunto l’attività di pre-bunking, promuovendo un’alfabetizzazione mediatica sui temi della salute – spiega Biagio Oppi, external communications director Pfizer Italia, come riporta Italpress -. In questo modo, aiutiamo le persone ad avere quel senso critico per decifrare potenziali fake news e ottenere gli strumenti per trovare la verità”.